L’importanza del posizionamento

January 5, 2012

Quando vediamo un sito in prima posizione su Google, è perchè questo sta facendo una consulenza seo basata sul posizionamento su Google. L’importanza di rendere visibile il proprio sito sui motori di ricerca è maggiore in un periodo di crisi, nel quale l’investimento pubblicitario può essere meno remunerativo o più difficile da affrontare.

Il traffico via web è in costante ascesa. Il motore di ricerca californiano, nella sua complessità, attrae più visite di Facebook, ma a differenza del social network non le fagocita rendendole inutili. Google ambisce a spedire visite e traffico verso siti autorevoli, costruiti bene, che offrono buon contenuto e sufficienti risposte alle queries. Così, per esempio, un venditore che possiede un e-commerce, oltre a inserire il proprio feed di prodotti su Google Shopping, dovrebbe anche cercare di farsi trovare per tutte le varietà di prodotti. Con l’introduzione di schema.org questo è più facile, ma c’è anche da dire che Google indicizza di base anche pagine prive di markup html 5. Quello che conta è farsi trovare.

Il corpo del premier: Berlusconi e la profezia che si autoavvera

December 14, 2009

Abbiamo visto esibito il muso sanguinante e viene da chiedersi se l’esibizione faccia parte della comunicazione, in modo innato oppure in modo studiato. Quanto Silvio Berlusconi sia uno straordinario animale sociale lo si vede in questi casi. Individuo sopra le righe, sopra il piano orizzontale dell’ordinario, ha saputo comunicare un’immagine vincente, anche in un momento di gravissima debolezza personale. Ha tramutato la sconfitta definitiva di una lunga rincorsa fatta di lifting, appuntamenti con donne molto più giovani di lui, candidati e sostenitori modello manichino, cure anti calvizie e anti-invecchiamento in un colpo di teatro di sicuro impatto, involontario o scenico che fosse.

Detto che non si può condannare altrimenti questo gesto inqualificabile, rimane da capire come sia potuto accadere e non parlo in termini di sicurezza (il responsabile della sicurezza del premier, in un paese normale, gli avrebbe consegnato delle dimissioni spontanee già stamattina). In termini di comportamento sociale, nonostante le note a margine sull’equilibrio mentale di Tartaglia, ciò che è accaduto ha dello straordinario. Si è passati dalle "piazze d’odio" del No-B.Day alle contestazioni ai contestatori di Piazza del Duomo: una costante evocazione dell’odio e della violenza politica che ha prodotto l’avveramento della profezia. Il destino di Berlusconi si è come concluso con quanto - inconsciamente - molti si augurano o temevano: l’atto fisico e violento che da conferma a uno stato d’animo generale.

La previsione fosca diviene realtà
Spesso si dice frettolosamente che certe cose si fiutano nell’aria. Più spesso capita che alcuni comportamenti sociali producano di fatto degli avvenimenti, per il solo fatto di averli pronosticati. Non c’è nulla di magico o di misterioso, ma anche ieri potrebbe essere avvenuto quello che nelle scienze sociali e in psicologia si chiama profezia auto-avverante. A furia di definire e invocare l’odio - da ambo le parti - l’odio si manifesta in tutta la sua potenza. In questo caso il fatto di considerare odiose alcune manifestazioni e queste pur producendosi in modo pacifico trasudassero comunque odio, a livello di sottofondo (se non odio una profondissima avversione personale per il nemico politico, che dovrebbe essere colto a un livello più generale, sociale, politico appunto) ha portato al climax definitivo: atteso da Berlusconi (che secondo le testimonianze subodorava qualcosa), straordinariamente invocato da Di Pietro appena qualche ora prima con una temeraria dichiarazione sulle piazze in rivolta.

Cane mangia Cane
Non c’è nemmeno da sprecare tempo sui presunti mandanti morali o sull’atmosfera di violenza politica, se non per dire che la violenza spesso chiama la violenza, ma il caso è così curioso che meriterebbe un posto nella letteratura delle scienze comportamentali, a mio parere. Peraltro abbiamo assistito a scene di contorno tipiche del comportamento di gruppo, che portano a sostegno di questa modesta tesi altre prove: gli uomini vicini al premier hanno subito colto l’occasione per tracciare un solco tra di loro (i buoni, le persone perbene, le vittime) e gli altri (i cattivi), confermando implicitamente il fatto che ritenessero odiose le manifestazioni contro il premier (e tutte circostanze di questi giorni come le deposizioni di Spatuzza). Sulla Bindi in particolare, più che su Di Pietro, usato come target ideale sul quale far ruotare a contrario la propria diversità, si sono sparate potenti cannonate per colpa di una intervista alla Stampa più ingenua che equivoca. Ma il carico pesante l’ha fatto a mio parere la partecipazione della Bindi alla manifestazione del cosiddetto popola Viola, che ha esacerbato gli animi, venendo a confermare quella differenza tra i due schieramenti (i pro-Silvio e gli anti-Silvio). I seguaci di Berlusconi hanno trovato una coerenza ai loro comportamenti e il loro primo istinto è violentemente censorio, come se fosse stata rimossa una valvola di sfogo: chiudere i siti internet che inneggiano genericamente alla violenza, prevenire le contestazioni nelle manifestazioni, et cet.

A loro volta  gli organizzatori della manifestazione No-B. Day si sono sentiti in dovere di rilasciare un comunicato di solidarietà, contro ogni forma di violenza, come se avessero percepito nell’aria che quel gesto violento - nella realtà fattuale del tutto scollegato - li chiamasse in qualche modo in causa. Moralmente. Cioè nella modalità comportamentali richiamate dagli schieramenti in campo: quelli a favore improntati a rimarcare la differenza, quelli contro che si sforzano di mantenere integra la loro coerenza nell’essere contro un uomo politico, del quale non augurano di certo l’eliminazione fisica, ma di sicuro l’uscita di scena politica.

Coerenza contro leaderismo
E’ abbastanza ironico notare che in questa drammatica situazione, chi ha tenuto il comportamento più neutro, possa soffrire della cementificazione degli altri due gruppi, non rappresentando null’altro che una posizione debole (in particolare il PD, Rosy Bindi è probabilmente più talentuosa di quanto si sospetti). La maggioranza ha bisogno delle sue certezze (tra le quali la paura sconclusionata del dissenso, generata dalla scarsissima capacità politica di un personale cooptato e privo di spessore), la minoranza dipietrista e antiberlusconiana della propria coerenza. L’incoerenza rimane semai quella di chi vuole sostituire Berlusconi, ma non riesce ad assumere convintamente posizioni anti-berlusconiane.

I’m back

June 22, 2009

In the saddle again. Quando ho tempo rinnovo tutto il locale.

Not Found!

October 12, 2006

Not Found.